Trasferta amara per la Prima Divisione

Trasferta amara ad Arrone: arbitraggio discutibile, nervosismo, gioco poco fluido e occasioni sprecate condannano le ragazze, ma la sconfitta diventa lezione preziosa.

Dalla nostra “inviata” Maria Elena Busso

C’è un po’ di delusione, inevitabilmente, dopo la trasferta di Arrone. La bella vittoria ottenuta contro Foligno, arrivata al termine di una prestazione di alto livello, aveva lasciato sensazioni molto positive e forse anche la convinzione di poter affrontare questa gara con maggiore sicurezza. Invece è stata una partita più complicata del previsto, nella quale non siamo riuscite ad esprimere il nostro miglior gioco.
Va dato merito alle avversarie, che hanno disputato una buona gara, restando ordinate, attente e approfittando con continuità dei nostri momenti di difficoltà. Dall’altra parte, noi non siamo mai riuscite a trovare davvero ritmo e lucidità, finendo troppo spesso per innervosirci, anche a causa di alcune decisioni arbitrali, a volte surreali, quantomeno discutibili che hanno inciso sul clima della partita.

Proprio questo è uno degli aspetti su cui sarà importante lavorare: riuscire a restare dentro la partita anche quando gli episodi non girano a favore. Perché, al di là del nervosismo e dell’ambiente, la verità è che non abbiamo giocato bene. Il nostro gioco è stato a tratti troppo scontato, prevedibile, e questo ha reso più semplice il compito delle avversarie, che hanno potuto leggere con facilità le nostre soluzioni.
Il rammarico maggiore resta probabilmente il terzo set, nel quale c’erano le condizioni per riaprire la partita, ma ci siamo lasciate influenzare troppo dal contesto esterno, sprecando una buona occasione per rimettere tutto in discussione.

Resta si l’amarezza ma anche la consapevolezza che partite come questa fanno parte del percorso di crescita. Tutto fa scuola! Pronte per la prossima in casa, il 15 marzo prossimo, quando arriverà l’imbattuta Acquasparta.

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